Top News - di Redazione
Italia-Libia, a Misurata il forum per rafforzare la cooperazione economica
Nov 01, 2026
MISURATA (LIBIA) (ITALPRESS) – Rafforzare la cooperazione tra la Libia e l’Italia, esplorare opportunità di investimento e di commercio e aprire alle imprese l’accesso al mercato libico e a quelli africani. Questi gli obiettivi del Libyan-Italian Business and Investment Forum (LIBIF 2026), piattaforma economica e commerciale che ha riunito imprese e istituzioni libiche e italiane, tenutosi nella sala Sea Side della Zona Franca di Misurata. Il forum, promosso dalla Zona Franca di Misurata in collaborazione con la Camera di Commercio Libico-Italiana, ha visto la presenza di rappresentanti del governo, ambasciatori, missioni diplomatiche africane, imprenditori e investitori e la partecipazione di oltre 20 istituzioni, oltre 110 aziende e più di 10 relatori.L’evento ha fatto seguito al roadshow della Zona Franca di Misurata a Roma del 9 luglio 2026. Secondo gli organizzatori, quell’iniziativa ha confermato la crescita delle partnership con grandi gruppi internazionali, tra cui MSC, confermata anche dai numeri: con uno scambio commerciale bilaterale di 3,627 miliardi di euro per i primi quattro mesi del 2026, l’Italia tra i principali partner commerciali della Libia. Strategica, in questo senso, la posizione della Zona Franca, una ‘porta verso Africa ed Europà. Il porto di Misurata è stato presentato come il più grande del Paese e gestirebbe circa il 60% del volume degli scambi libici. Il forum ha guardato a otto comparti: industrie metalmeccaniche e ingegneria leggera, industria farmaceutica e medicale, industria alimentare, industria marittima, servizi logistici e stoccaggio, industrie di trasformazione e valore aggiunto, riciclo e recupero di rifiuti e oli, commercio e distribuzione. I temi centrali sono stati le opportunità di investimento nei progetti della Zona Franca, i trasporti e la logistica, il commercio e le partnership, e il ruolo di porta d’Africa per transito e riesportazione. Durante l’incontro, Nicola Colicchi, presidente della Camera di commercio italo-libica, ha annunciato all’Italpress l’apertura di un ufficio a disposizione di tutte le imprese italiane all’interno della Misurata Free Zone, come “primo passo verso una presenza stabile del sistema produttivo italiano in Libia”. Colicchi ha definito l’apertura “una grossa scommessa sulle prospettive e sul lavoro delle nostre imprese”. Ha poi precisato che la sede “non è l’ufficio della Camera di commercio, ma l’ufficio delle imprese italiane”, aperto a tutte le aziende del Paese presso la Misurata Free Zone. Secondo il presidente, l’iniziativa segnava l’inizio di un lavoro su quello che era destinato a diventare “un grandissimo polo logistico”, un hub di scambio commerciale capace di attrarre imprese e investimenti. “Speriamo che sia un passo che anticipa i tempi”, ha spiegato, indicando gli obiettivi: creare commercio, investimenti e posti di lavoro, formare persone e tecnici e avviare una presenza italiana stabile a Misurata e, più in generale, in Libia.Apprezzamento per l’iniziativa è stato espresso in un messaggio anche dall’ambasciatore d’Italia a Tripoli, Gianluca Alberini: “L’Italia si conferma costantemente il primo partner commerciale della Libia” e Misurata “ha tutto il potenziale per diventare un hub logistico trans-continentale” capace di collegare Italia, Europa e Africa “nel pieno spirito del Piano Mattei”. Pur non potendo essere presente per impegni istituzionali, Alberini ha espresso “viva soddisfazione” per l’iniziativa, che ha visto la partecipazione di imprese italiane e libiche. Un segnale concreto, ha sottolineato, della volontà reciproca di costruire nuove opportunità dopo i Forum di Tripoli nel 2024 e Bengasi nel 2025.Mohsen al-Suqutri, presidente del consiglio di amministrazione della Misurata Free Zone, ha indicato come obiettivi il rafforzamento della presenza delle imprese italiane in Libia e la valorizzazione del ruolo di Misurata come piattaforma di collegamento tra l’Europa e i mercati africani. L’Italia è “il principale partner commerciale della Libia, in particolare nell’Unione europea”, ha spiegato illustrando il significato dell’incontro organizzato nella zona franca con la partecipazione di imprese italiane. Un’iniziativa che, ha precisato, rappresentava il seguito di un precedente appuntamento svoltosi a Roma nel luglio scorso, caratterizzato da “un’ottima partecipazione delle aziende italiane”. “Da qui è nata l’idea di invitare le imprese interessate a investire nel mercato libico a essere presenti nella zona franca, entrare in contatto con partner locali e valutare la possibilità di sviluppare una cooperazione economica tra i due Paesi”, ha proseguito. “Ci auguriamo di organizzare eventi analoghi nel prossimo periodo”, ha aggiunto.Il senatore Nicola Scurria, presidente del gruppo parlamentare di amicizia Italia-Libia, in un videomessaggio inviato alle imprese italiane presenti nella città libica per il business forum, ha evidenziato come Misurata stesse diventando “uno dei principali hub, e potrebbe diventare forse il principale hub nel Mediterraneo”. Un rapporto che riguarda non solo Italia e Libia, ha ribadito Scurria, ma anche Italia e Africa e Italia e Medio Oriente.Il ministro dei Trasporti libico, Mohammed Ashahoubi, ha indicato nella cooperazione con l’Italia un’opportunità per lo sviluppo di trasporti, infrastrutture e logistica. Il ministro ha definito il forum un evento che “riflette l’importanza della partnership economica” tra Tripoli e Roma. Ha detto che apriva nuove prospettive in investimenti, commercio, trasporti e servizi logistici. Ashahoubi ha ricordato la posizione strategica della Libia, che collega il nord e il sud dell’Africa e si affaccia sul Mediterraneo. Secondo il ministro, il Paese aveva l’occasione di diventare un punto di collegamento commerciale e logistico tra i mercati europei e l’Africa interna, in particolare Ciad, Niger, Mali e Burkina Faso. In questo quadro il ministero dei Trasporti puntava sullo sviluppo della rete stradale e delle infrastrutture, a partire dalla strada del Sud. Il ministro l’ha indicata come uno degli assi strategici per rilanciare commercio e transito e rafforzare i collegamenti con i Paesi vicini.“Siamo molto felici della presenza delle imprese italiane in Libia. La zona franca di Misurata ha le potenzialità e le infrastrutture per diventare una porta d’accesso all’Africa e, allo stesso tempo, all’Europa”, ha affermato in un’intervista all’Italpress Mohammed Raeed, presidente dell’Unione delle Camere di commercio, industria e agricoltura della Libia, evidenziando le opportunità di investimento e il ruolo della cooperazione economica tra i due Paesi. “La Libia gode di una posizione geografica privilegiata e Misurata dispone di tutte le condizioni per svolgere questa funzione”, ha spiegato Raeed, osservando come la vicinanza al continente europeo rappresentasse un ulteriore punto di forza. Nella zona franca, ha aggiunto, “le infrastrutture sono complete e sono presenti investimenti di società internazionali”.“Di progetti ce ne sono molti. Quello che fa Confindustria Assafrica Mediterraneo è far sì che i progetti delineati diventino concreti e reali partnership durature”, ha spiegato Federico Cardu, responsabile marketing associativo e comunicazione di Confindustria Assafrica. Cardu ha illustrato il ruolo dell’associazione del sistema Confindustria, che “rappresenta e accompagna le imprese italiane nei loro rapporti economici e commerciali con i Paesi dell’Africa, Medio Oriente e Turchia”. “Il nostro obiettivo è quello di favorire l’internazionalizzazione delle aziende italiane e creare loro reali opportunità di business, promuovere partenariati industriali e commerciali e facilitarli nelle interlocuzioni con le istituzioni e gli operatori economici locali”, ha aggiunto.“C’è bisogno di persone, di personale altamente specializzato”, perchè il lavoro attraversa “una fase di grande trasformazione”, ha aggiunto Enrico della Gatta, Vice President of Defence Market di Fincantieri, sottolineando il ruolo dell’innovazione tecnologica e della formazione nell’evoluzione delle attività industriali. Anche nei cantieri, ha spiegato della Gatta, “l’intelligenza artificiale e la robotizzazione contribuiranno a trasformare il lavoro”. Un cambiamento accompagnato da investimenti nelle infrastrutture e nella preparazione delle persone, anche attraverso il Piano Mattei, con l’obiettivo di formare personale specializzato da inserire nelle aziende di produzione. Un percorso che, ha evidenziato, univa “la forza e l’imprenditorialità di un’azienda quotata alla Borsa di Milano” alla stabilità, alla lungimiranza e alla responsabilità legate a una proprietà per il 60% in capo al governo italiano. Da questa caratteristica discendeva anche una responsabilità “morale”: accompagnare l’intera catena del valore, fino alle startup, nel processo di evoluzione industriale.
– Foto xn8/Italpress –(ITALPRESS).