Editoriale - di Vincenzo Lapunzina
Castelbuono, la ricerca della verità non può diventare un reato
Giu 29, 2026
Solidarietà ai consiglieri di opposizione. Le interrogazioni sono uno strumento di democrazia, non un motivo di intimidazione. E sorprende il silenzio del Partito Democratico.
CASTELBUONO – In ogni democrazia esiste un principio che dovrebbe accomunare maggioranza e opposizione, ovverosia, la ricerca della verità. È questo il senso più autentico dell’attività ispettiva dei consiglieri comunali, chiamati non soltanto ad approvare delibere, ma anche a controllare l’operato dell’amministrazione nell’interesse esclusivo della collettività.
Un’interrogazione è un diritto, non una colpa
Per questa ragione meritano rispetto e solidarietà i consiglieri del gruppo “Costituente per la Castelbuono di Domani”, che hanno esercitato una prerogativa prevista dall’articolo 43 del Testo Unico degli Enti Locali presentando una dettagliata interrogazione sulla qualità dell’acqua destinata al consumo umano, richiamando analisi, rapporti di prova e documentazione amministrativa.
Il loro compito non è sostituirsi agli organi tecnici né anticipare conclusioni definitive. È, piuttosto, quello di verificare, chiedere chiarimenti, accertare i fatti e pretendere risposte trasparenti su un tema delicato quale la tutela della salute pubblica.
La risposta dovrebbe arrivare con i documenti
Spetterà adesso all’Amministrazione comunale fornire risposte puntuali, chiarire ogni aspetto e dimostrare, documenti alla mano, la correttezza del proprio operato. È questo il normale confronto istituzionale che dovrebbe caratterizzare ogni amministrazione pubblica e rappresentare la fisiologica dialettica tra chi governa e chi esercita il controllo.
Lascia invece perplessi l’annuncio del Sindaco di voler presentare una denuncia nei confronti dei consiglieri firmatari dell’interrogazione.
In uno Stato di diritto il controllo politico-amministrativo non può trasformarsi in motivo di intimidazione.
Se esistono dati da confutare, lo si faccia producendo altri dati; se vi sono errori, vengano dimostrati. La credibilità delle istituzioni si rafforza con la trasparenza e con il confronto nel merito, non con l’annuncio di iniziative giudiziarie.
Il parere legale invita alla prudenza
Significativo appare anche il contenuto del parere legale reso alla redazione sulla vicenda. Richiamando il Testo Unico degli Enti Locali e i più recenti orientamenti della Corte di Cassazione, evidenzia come “l’interrogazione consiliare costituisca uno degli strumenti fondamentali di controllo riconosciuti ai consiglieri comunali”.
Secondo tale analisi, “l’atto risulta costruito su documentazione tecnica, richiami ad atti amministrativi e richieste di chiarimento, senza sconfinare nell’attacco personale”. Per questa ragione il parere ritiene “non particolarmente solidi, allo stato degli elementi esaminati, i presupposti per una contestazione di diffamazione e, ancor meno, quelli relativi a ipotesi di calunnia”.
Naturalmente “ogni eventuale valutazione spetterà agli organi competenti”, ma il quadro normativo e giurisprudenziale richiamato “suggerisce che il diritto di sindacato ispettivo dei consiglieri comunali costituisce uno dei pilastri dell’ordinamento democratico e merita di essere tutelato, non scoraggiato”.
Il silenzio del Partito Democratico
C’è però un altro elemento che colpisce. Ed è il silenzio del Partito Democratico di Castelbuono.
Una forza politica che ha sempre rivendicato la centralità della trasparenza amministrativa, del controllo democratico, della partecipazione civica e della tutela delle prerogative delle minoranze consiliari, avrebbe probabilmente potuto offrire un contributo al dibattito, richiamando tutti al rispetto delle regole democratiche e del confronto istituzionale.
Il silenzio, in politica, è sempre una scelta. E quando riguarda temi delicati come la salute pubblica, la trasparenza amministrativa e il diritto-dovere dei consiglieri comunali di esercitare il proprio mandato senza condizionamenti, rischia di essere interpretato come una rinuncia a quei principi che costituiscono il fondamento stesso della democrazia rappresentativa.
La democrazia vive anche nelle opposizioni
Ogni amministrazione ha il diritto di difendere il proprio operato. Ma ogni opposizione ha il dovere di vigilare, controllare e porre domande.
Sono due funzioni complementari, entrambe indispensabili.
La qualità della democrazia locale si misura anche dalla capacità di accettare il controllo, di rispondere nel merito e di considerare la ricerca della verità come un patrimonio comune.
Perché la verità non appartiene alla maggioranza né all’opposizione. Appartiene ai cittadini.