25 Novembre 2020

Usa 2020, boom del voto via posta e anticipato fa paura a Trump


 Il voto via posta e anticipato fa paura a Donald Trump? E quanto influirà sulle elezioni Usa? Il presidente per l’ennesima volta ha pubblicamente attaccato la modalità: “Grossi problemi e discrepanze con il voto via posta in tutti gli Stati Uniti. Bisogna avere il risultato finale il 3 novembre”. Una dichiarazione falsa tanto da essere censurata da Twitter perché “controversa e potrebbe essere fuorviante in merito alla modalità di partecipazione alle elezioni”.

Ma finora gli attacchi di Trump non sembrano aver funzionato, anzi. Complice la paura di assembramenti in piena pandemia, sono ben 64 milioni le persone che hanno già deciso di votare, via posta o di persona negli Stati in cui è permesso il voto anticipato.

Manca ancora una settimana al 3 novembre e ha già votato più gente con questa modalità che in tutte le presidenziali 2016, con un tasso del voto per posta che alla fine potrebbe aggirarsi tra il 50 e il 70 per cento; 4 anni fa fu il 23%.

Una valanga di voti per un’elezione che secondo Cnn potrebbe essere quella con la maggior affluenza dal 1971, quando furono ammessi a votare i 18enni.

E non è solo la paura del contagio, non si spiegherebbero le lunghe code, di ore, in molte città. Dicono gli esperti come Larry Sabato, (dell’ University of Virginia’s Center for Politics), citato dal Guardian che quest’anno “Le persone sono determinate ad esprimere il loro voto e sappiamo tutti perché: Donald Trump.” Qualcuno per il culto del leader, dice “ma molti di più perché vogliono far finire un incubo”.

Ci saranno conseguenze anche sulle tempistiche del risultato, fondamentale in una elezione in cui Donald Trump ha già fatto capire che lotterà con le unghie fino all’ultimo voto prima di ammettere l’eventuale sconfitta contro Joe Biden: in alcuni Stati si possono cominciare ad aprire le buste e fare le verifiche sull’elettore. In altri no: si farà il 3 novembre insieme con tutte le altre, milioni di voti da processare in contemporanea. Potrebbero volerci giorni, se non settimane, per sapere chi è il nuovo presidente americano.

E in caso di contestazioni, con l’elezione di Amy Barrett proprio ieri, adesso Trump ha una Corte Suprema sbilanciata a destra: sei conservatori su nove giudici.

(askanews)

Share
Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Sostieni ilcaleidoscopio.tv, abbiamo bisogno anche del tuo aiuto!
Scegli la nostra testata per pubblicizzare la tua attività oppure diventa abbonato sostenitore con un libero contributo. La nostra è un'informazione libera, senza alcun condizionamento. Ogni giorno ti offriamo gratuitamente numerose notizie ed approfondimenti redatti con scrupolo e professionalità.
La cessione degli spazi pubblicitari e i contributi dei lettori servono a sostenere i costi per il nostro lavoro che, in questo particolare momento storico, come tutte le attività, stenta a ripartire.
Se hai terminato di consultare l'articolo o il video che ti abbiamo offerto in questa pagina, stai leggendo il nostro appello.
Sostienici, anche con un contributo minimo, farai tuo questo giornale, dando voce all'informazione libera.
Puoi fare una donazione subito cliccando sul banner SOSTIENI LA STAMPA LIBERA.
Grazie
La redazione

Donazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WhatsApp chat