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Tumori nelle Madonie, c’è davvero da preoccuparsi? I numeri che fanno chiarezza

Quando in un piccolo paese si susseguono diverse diagnosi di tumore, è quasi inevitabile che tra i cittadini sorga una domanda: sta accadendo qualcosa di anomalo? Nelle Madonie, dove le comunità sono piccole e ogni caso diventa rapidamente un fatto conosciuto da tutti, la percezione può facilmente trasformarsi in preoccupazione collettiva.

Ma una cosa è la percezione, altra cosa sono i numeri.

Per questo abbiamo deciso di rivolgerci direttamente al professor Francesco Vitale, professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva dell’Università degli Studi di Palermo, direttore della U.O.C. di Epidemiologia Clinica con Registro Tumori dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, e Direttore del Dipartimento di Oncologia e sanità pubblica dell’AOUP.
Vitale è stato chiamato a leggere e interpretare i dati epidemiologici e a spiegare cosa realmente accade nel territorio madonita.

Il Registro Tumori raccoglie e analizza sistematicamente tutti i nuovi casi diagnosticati nella popolazione residente e, attraverso i tassi di incidenza standardizzati per età, consente di confrontare territori e periodi differenti.

E proprio dai numeri arriva un primo dato significativo. Nei nove Comuni del Distretto Sanitario 35 di Petralia Sottana, nonostante un indice di vecchiaia nettamente superiore alla media provinciale, il tasso di incidenza standardizzato è di 413 casi ogni 100 mila abitanti, contro i 510 dell’intera provincia di Palermo.

Non solo. Nel periodo 2003-2021 l’andamento dei tumori nelle Madonie risulta sostanzialmente stabile, con piccole variazioni tendenzialmente in diminuzione per entrambi i sessi.

C’è dunque davvero un “caso Madonie”? Esistono Comuni o forme tumorali che devono destare particolare attenzione? Quanto incidono ambiente, stili di vita e invecchiamento della popolazione? E soprattutto: cosa possiamo fare sul fronte della prevenzione?

Lo abbiamo chiesto al professor Vitale in dieci domande, lasciando che a parlare fossero soprattutto i dati.

E proprio dalla prevenzione arriva l’appuntamento con il territorio. Il prossimo 10 ottobre, a Castellana Sicula, per l’intera giornata l’ASP di Palermo sarà presente con i propri operatori sanitari per offrire alla popolazione diversi screening oncologici, gratuitamente e senza necessità di prenotazione.

Un’occasione concreta per trasformare l’attenzione verso i tumori in un gesto semplice ma fondamentale: prevenire e diagnosticare precocemente. Del resto, è lo stesso professor Vitale a sottolineare quanto l’adesione convinta e diffusa agli screening oncologici gratuiti rappresenti oggi una fondamentale opportunità di prevenzione.

I dettagli dell’iniziativa del 10 ottobre saranno resi noti nei prossimi giorni.

L’intervista

Partiamo dalle basi: che cos’è il Registro Tumori, di cosa si occupa concretamente e perché i suoi dati sono importanti per conoscere lo stato di salute di una popolazione?

Il Registro Tumori (RT) è un sistema organizzato che, relativamente ad un determinato territorio, sistematicamente raccoglie, analizza ed archivia i dati relativi a tutti i nuovi casi di tumore che annualmente vengono diagnosticati nella popolazione residente in quel territorio. I dati elaborati, sotto forma di tasso di incidenza standardizzata per età permettono di confrontare l’andamento nel tempo e nello spazio dei tumori nella popolazione sorvegliata, e quindi di monitorare per questa patologia lo stato di salute della popolazione.

Entriamo subito nei numeri: qual è oggi la situazione dei tumori nella provincia di Palermo?

Le analisi effettuate nel periodo 2003-2021 mostrano una situazione di relativa stabilità nel tempo della patologia tumorale sia nei maschi che nelle femmine con un tasso di incidenza x 100.000 ab. costantemente inferiore a quello registrato nel pool AIRTum (Associazione Italiana Registri Tumori) a livello nazionale

Restringiamo il campo alle Madonie: cosa ci dicono i dati più recenti disponibili sul Distretto Sanitario 35 di Petralia Sottana?

Bisogna premettere che la patologia tumorale solitamente si manifesta a partire dalla V-VI decade di vita in poi, e pertanto più anziana è la popolazione, maggiore sarà la probabilità che questa patologia si possa manifestare. A tal proposito giova ricordare che l’indice di vecchiaia (rapporto tra popolazione con 65 anni o più ogni 100 giovani sotto i 15 anni) nella popolazione del distretto 35 è del 322% contro il 152% dell’intera provincia. Nonostante ciò, il Tasso di Incidenza standardizzato per età (EUROPA 2013) nei 9 comuni del Distretto 35, nel periodo considerato è di 413 casi x 100.000 contro i 510 x 100.000 dell’intera provincia

Scendiamo ancora più nel dettaglio: tra Gangi, Geraci Siculo, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Castellana Sicula, Polizzi Generosa, Blufi, Bompietro e Alimena ci sono Comuni nei quali l’incidenza tumorale risulta superiore a quella attesa?

Questa è una domanda alla quale è difficile rispondere perché non esiste una incidenza attesa non essendoci un punto di partenza contro il quale confrontarsi. L’osservazione nel tempo (lungo) di una patologia multifattoriale indica se ci sono variazioni significative in un Comune che si osservano nel tempo, ma direi che non è il caso di nessuno dei Comuni del Distretto 35

Quali sono, nel Distretto 35, i tumori più frequentemente diagnosticati negli uomini e quali nelle donne?

Negli uomini le sedi più frequenti sono: Prostata, Colon Retto,Polmone, Vescica, Testa/collo; mentre nelle donne: Mammella, Colon Retto, Utero, Tiroide, Polmone

C’è qualche particolare forma tumorale che, in uno o più Comuni madoniti, presenta numeri o variazioni che meritano un approfondimento?

In atto non si notano allarmi specifici

Guardando l’andamento nel tempo, nelle Madonie i tumori stanno aumentando, diminuendo o restando sostanzialmente stabili? E quanto incide, nella lettura dei numeri, il progressivo invecchiamento della popolazione?

L’andamento dei casi registrati nel periodo 2003-2021 mostra un trend sostanzialmente stabile con piccole variazioni tendenzialmente in diminuzione per entrambi i generi. L’effetto invecchiamento della popolazione viene annullato dalla procedura di standardizzazione per età.

Quando in un piccolo Comune si verificano diversi casi di tumore in un periodo relativamente breve, quando siamo davanti a una semplice concentrazione casuale e quando, invece, può scattare un vero campanello d’allarme epidemiologico?

Possono essere un campanello d’allarme quando sono “cluster” circoscritti ad una precisa ubicazione o di tumori rari o in età non compatibile con la sede tumorale.

Dai dati in vostro possesso emerge qualche elemento che possa far ipotizzare fattori di rischio specifici per il territorio madonita, ambientali o legati agli stili di vita? E sul fronte della prevenzione e degli screening cosa bisognerebbe fare di più?

Come già detto, i dati di incidenza generali e specifici del Distretto 35, indicano un vantaggio della popolazione ivi residente nei confronti del resto dei residenti della provincia ed in particolare di coloro che risiedono nella città metropolitana. Questo vantaggio (in termini di minore incidenza) può essere attribuito al perdurare di abitudini di vita ed alimentari e ad un ambiente in generale più salutare di quello della città di Palermo e dell’intera provincia, ma può e deve avvalersi dell’adesione convinta e massiva della popolazione alle procedure di screening oncologico offerte gratuitamente ed attivamente dall’ASP. La comunicazione e la partecipa-zione ai programmi di screening oncologico organizzato rappresenta oggi un’opportunità di prevenzione fondamentale per i cittadini.

La domanda delle domande. Dopo aver analizzato numeri, andamento e incidenza, le chiediamo una risposta comprensibile e netta per chi vive su questo territorio: la comunità madonita ha motivo di preoccuparsi per i tumori oppure, dati alla mano, no?

Credo che preoccuparsi per una patologia seria e complessa come quella tumorale sia una prerogativa di tutta la popolazione e ancor più di quella residente in piccoli Centri dove ogni caso diventa notizia dolorosa per tutta la Comunità in virtù della conoscenza e frequentazione reciproca abituale. Tuttavia, compito delle Istituzioni e della Sanità Pubblica è di indirizzare la naturale preoccupazione della popolazione per le malattie verso il continuo miglioramento dei comportamenti individuali finalizzati alla rimozione dei fattori di rischio noti e all’adesione alle campagne di prevenzione vaccinale, di screening e di risanamento ambientale che negli ultimi 50 anni ci hanno offerto un’aspettativa di vita che nel nostro Paese è tra le più alte d’Europa.