ROMA (ITALPRESS) – Un nuovo studio internazionale accende i riflettori sui rischi legati all’uso dei pesticidi in agricoltura. La ricerca, pubblicata su Nature Health, evidenzia una forte correlazione tra l’esposizione a queste sostanze e l’aumento del rischio di sviluppare tumori. Lo studio, condotto da un team di ricercatori tra Europa e Sud America, ha analizzato dati ambientali e sanitari su larga scala, concentrandosi in particolare sul Perù, considerato un laboratorio naturale per l’elevata diffusione di pesticidi. I risultati mostrano che le popolazioni più esposte, spesso comunità rurali e indigene, entrano in contatto con oltre 12 sostanze diverse contemporaneamente. Nelle aree con maggiore contaminazione, il rischio di sviluppare alcune forme di cancro risulta in media più alto del 150%. Un dato significativo, soprattutto perché nessuno dei singoli pesticidi analizzati è classificato come cancerogeno, segno che il problema potrebbe essere legato alla combinazione delle sostanze. La ricerca ha inoltre individuato effetti biologici precoci e silenziosi: i pesticidi possono alterare i processi cellulari, aumentando nel tempo la vulnerabilità dell’organismo, in particolare a carico del fegato. I risultati mettono in discussione i metodi tradizionali di valutazione del rischio e aprono a un nuovo approccio, che tenga conto dell’esposizione reale e cumulativa. Un tema che riguarda non solo il Perù, ma la salute globale, e che richiama l’urgenza di politiche più efficaci per proteggere le popolazioni più esposte.
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