Video News - di Redazione
Pecoraro Scanio “Basta schiavi di gas e petrolio. Governo punti su sole e vento”
Mar 12, 2026
ROMA (ITALPRESS) – Alfonso Pecoraro Scanio, il ministro che lanciò la sfida delle rinnovabili con il conto energia invita il governo a rilanciare la produzione di energia da sole e vento. “Investiamo in rinnovabili offshore e agrovoltaico – afferma – L’Italia si trova a un bivio cruciale per la sua indipendenza energetica. Con consumi elettrici in record aumento (+4,1% a gennaio 2026) e prezzi volatili per gas ed elettricità, è imperativo accelerare la transizione verso le rinnovabili. Non possiamo più dipendere da importazioni di gas esposte a rischi geopolitici, come tensioni in Medio Oriente. Le rinnovabili rappresentano la soluzione: coprono già il 41,1% della domanda elettrica, con 127.978 GWh prodotti nel 2025”. Priorità all’eolico offshore flottante, tecnologia senza impatti a terra, ideale per mari profondi del Mediterraneo. I progetti pilota “potrebbero già generare 10 GW entro il 2030, riducendo emissioni di 20 milioni di tonnellate CO2 annue. L’eolico flottante è maturo: in Europa, parchi come Kaskasi (Germania) producono energia stabile e competitiva, con costi in calo del 60% negli ultimi 5 anni. In Italia, con vento medio annuo di 9 m/s offshore, è un’opportunità unica per creare 50.000 posti di lavoro qualificati”. Pari enfasi sul fotovoltaico innovativo: “non a terra, per evitare consumo di suolo agricolo, ma su superfici artificiali e agrovoltaico. Coperture su capannoni industriali, autostrade e serre possono ospitare 20 GW senza sottrarre un ettaro al food”. L’agrovoltaico “unisce energia e agricoltura: pannelli elevati su campi permettono colture sottostanti, aumentando rese del 10-20% grazie a ombra e protezione climatica. Esempi concreti realizzati con gli agricoltori da protagonisti dimostrano vitalità per pomodori e vigneti, con extra-ricavi per ifarmer. Il fotovoltaico su superfici genera energia pulita dove il suolo è già impermeabilizzato: tetti di 12 milioni di edifici italiani equivalgono a 100 GW potenziali. Questo approccio preserva paesaggi e biodiversità, rispondendo alle critiche NIMBY. Chiediamo al Governo di destinare il 50% del PNRR residuo a questi filoni, con semplificazioni autorizzative in 6 mesi. Basta ritardi: nucleare di quarta generazione è lontano (2050), mentre offshore e agrovoltaico sono pronti oggi. L’Italia può diventare leader UE in rinnovabili marine e integrate, esportando know-how. Sul nucleare meglio lavorare sulla ricerca sulla fusione come aveva annunciato la stessa premier”.
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