Video News - di Redazione
“No Fascist USA”: la protesta a New York contro Trump e l’ICE
Gen 12, 2026
NEW YORK (ITALPRESS) – Migliaia di persone hanno marciato pacificamente a New York contro l’amministrazione Trump, le politiche migratorie dell’ICE e l’uccisione di Renee Nicole Good, la donna colpita a morte da un agente federale a Minneapolis. Ma tra i tanti cartelli contro le deportazioni di massa, l’operazione militare in Venezuela e anche lo scandalo Epstein, uno ha dominato la protesta più di ogni altro: “No Fascist USA”.
È da qui che è nata una domanda ripetuta decine di volte ai manifestanti lungo il corteo, da Central Park fino a Trump Tower e poi verso Times Square: che cosa significa oggi “fascismo” per chi lo denuncia come un pericolo reale?
Le risposte raccontano una percezione diffusa di deriva autoritaria. «È fascismo quando un governo opprime i diritti delle persone e poi mente al pubblico per giustificarlo», spiega un manifestante. Un altro aggiunge: «È quando lo Stato arresta, deporta o uccide senza stato di diritto. È quello che stiamo vedendo adesso».
Molti collegano direttamente questa definizione al ruolo dell’ICE. «ICE è come la Gestapo», dice una donna indicando il suo cartello. «Aggressioni senza mandato, nessun habeas corpus, persone rapite per strada». Un uomo chiede apertamente di “definanziare” l’agenzia: «Non possiamo continuare a usare i soldi dei contribuenti per deportare e picchiare immigrati, o per uccidere cittadini americani».
Tra i volti della protesta anche chi rivendica una memoria storica personale. Una manifestante nippo-americana ricorda l’internamento dei giapponesi negli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale: «Mio nonno fu portato via senza alcun processo. Quello che sta succedendo oggi mi ricorda esattamente quel momento».
Non manca la voce di chi proviene dal campo conservatore. «Sono stata repubblicana per tutta la vita», racconta una donna col suo cartello proprio davanti la Trump Tower. «Trump ha distrutto il partito e ora sta cercando di distruggere il Paese. È tempo di smettere di stare in silenzio».
C’è anche chi sintetizza il senso della protesta: «New York è una città di immigrati. L’ICE deve andarsene», grida un giovane tra la folla. Una giovane è fiduciosa che il nuovo sindaco Zhoran Mamdani proteggerà la città dall’Ice.
Il corteo si è concluso vicino a Times Square senza gravi incidenti. Il messaggio lanciato dai manifestanti newyorkesi è che il termine fascismo non appartiene più solo ai libri di storia europea. È una parola che, oggi, descrive una paura concreta sul futuro della democrazia negli Stati Uniti.
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(Video e interviste di Stefano Vaccara)