26 Ottobre 2020

La Triennale riparte da Enzo Mari e dalla Fondazione Cartier


 Due mostre per la ripartenza della Triennale di Milano nel solco, da un lato della tradizione classica dell’istituzione simbolo della ricerca sul design, dall’altro di una nuova partnership internazionale all’insegna del contemporaneo. Il presidente Stefano Boeri ha presentato la grande mostra dedicata a Enzo Mari, curata da Hans Ulrich Obrist con Francesca Giacomelli e contestualmente quella su Claudia Andujar, una delle più importanti fotografe brasiliane, che segna l’inizio della collaborazione con la Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi.

“Sono due mostre – ha spiegato Boeri – che raccontano due traiettorie intellettuali, politiche, umane, straordinarie. Claudia Andujar nasce in Svizzera nel 1931, Enzo Mari nasce a Novara nel 1932 ed è la loro una storia di una vita intera di due grandi intellettuali europei che riescono a costruire un percorso straordinario dove i confini tra le discipline sfumano, e prevale la passione, il rigore, un impegno etico fuori dal comune”.

Alla conferenza di presentazione è intervenuto, in collegamento video, anche il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini che ha sottolineato l’importanza della ripresa delle attività culturali per il rilancio del Paese e poi ha parlato del valore della dimensione internazionale.

“C’è un grande bisogno – ha detto il ministro – che i Paesi europei costruiscano tra di loro iniziative sempre più di alto livello, sapendo che quella è la nostra dimensione del futuro”.

Per Obrist, anch’egli intervenuto in videoconferenza, la figura di Enzo Mari è quella di “un ribelle con l’ossessione della forma”. Partendo da questo assunto, e dalla convinzione dell’artista che i progetti nascessero dal bisogno, come forma di rabbiosa reazione all’orrore di fronte a ciò che si poteva “vedere fuori dalla finestra”, la mostra in Triennale affronta con materiali diversi i molteplici ambiti dell’attività di Mari e ricompone una lettura della sua grandezza.

La mostra su Claudia Andujar, curata da Thyago Nogueira, è dedicata al progetto di difesa della popolazione degli Yanomami, una delle più importanti dell’Amazzonia brasiliana, minacciata sia dell’avidità dei cercatori d’oro sia, ora dalla pandemia. Si tratta di immagini forti, in alcuni casi realmente visionarie, che restituiscono, attraverso la vicenda di un popolo, il senso complessivo della battaglia a difesa dell’ambiente. Che riguarda tutti, in qualunque angolo del mondo. E dunque rappresenta anche gli auspici sotto i quali è nata la partnership della Triennale con la Fondazione Cartier.

“Ecco io credo – ha aggiunto il presidente Boeri – che questo sia un modo importante per confermare l’attenzione che Triennale e Fondation Cartier hanno non semplicemente per la dimensione estetica del percorso artistico e della sua possibilità espressiva, ma anche all’impegno culturale ed etico che fondazioni come Triennale e Cartier intendono svolgere”.

La collaborazione tra Milano e Parigi è stata immaginata per il lungo periodo e nasce dalla convinzione “che il tempo sia oggi una condizione necessaria alla ricerca di nuove visioni e prospettive”. Per questo, nei prossimi anni Triennale Milano e Fondation Cartier svilupperanno una serie di progetti condivisi, in Italia, Francia e nel mondo.

(askanews)

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