ROMA (ITALPRESS) – Alex Zanardi non c’è più. La famiglia comunica la sua scomparsa “avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio. Alex si è spento serenamente, circondatpo dall’affetto dei suoi cari. La famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto”. Ex pilota di Formula Uno e pluricampione paralimpico, 59 anni, Zanardi era rimasto coinvolto in un incidente in handbike il 19 giugno 2020 e da allora non era più tornato a gareggiare.
Nato a Bologna nel 1966, nell’automobilismo Zanardi si era laureato campione Cart nel 1997 e 1998, e campione italiano superturismo nel 2005. Nel paraciclismo aveva conquistato quattro medaglie d’oro ai Giochi paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016, e 12 titoli ai Mondiali su strada. Da bambino si era trasferito a Castel Maggiore, a pochi chilometri dal capoluogo emiliano e qui aveva sviluppato la passione per i motori, appassionandosi alla Formula 1. Aveva anche una sorella maggiore, Cristina, morta a seguito di un incidente stradale nel 1979. Diplomatosi come geometra, Alex era sposato con Daniela e padre di Niccolò. Dopo la classica trafila con i kart e in Formula 3000, nel 1991-1992 esordì in F1: venne infatti contattato sia da Eddie Jordan, manager dell’omonima squadra, che cercava un pilota che sostituisse Michael Schumacher, in procinto di passare alla Benetton, sia dalla stessa squadra anglo-italiana per tutelarsi nel caso il passaggio non fosse andato a buon fine. Il debutto avvenne al Gp di Spagna, quando Jordan decise di sostituire Roberto Moreno con Zanardi per le ultime tre gare stagionali. L’esperienza nel circus gli riservò poche soddisfazioni: dopo la Jordan seguirono le avventure in Minardi e Lotus. In Formula Uno ci tornerà nel 1999 – dopo due Mondiali di fila vinti in Formula Cart – con la Williams, ma anche qui con poca fortuna. Ripartirà nel 2001 ancora dalla Formula Cart dove la sua vita cambierà per sempre. Il 15 settembre al Lausitzring, dopo che le qualifiche non vennero disputate a seguito di un violento acquazzone e la griglia fu determinata in base alla posizione in campionato, Zanardi perse improvvisamente il controllo della vettura (pare per la presenza di acqua e olio sulla traiettoria di uscita) che, dopo un testacoda, si intraversò lungo la pista, mentre sulla stessa linea sopraggiungevano ad alta velocità Patrick Carpentier e Alex Tagliani. Il primo riuscì a evitare lo scontro, il secondo no e l’impatto fu violentissimo: la vettura di Tagliani colpì perpendicolarmente la vettura del pilota bolognese all’altezza del muso, dove erano alloggiate le gambe, spezzando in due la Reynard Honda. Prontamente raggiunto dai soccorsi, Zanardi apparve subito in condizioni disperate: lo schianto aveva provocato, di fatto, l’istantanea amputazione di entrambi gli arti inferiori e il pilota rischiò di morire dissanguato. Per salvargli la vita, Steve Olvey, capo dello staff medico della Cart, ‘tappò’ le arterie femorali del pilota per tentare di fermare la grave emorragia. Dopo aver ricevuto l’estrema unzione dal cappellano della serie automobilistica, venne caricato sull’elicottero e condotto all’ospedale di Berlino, dove rimase in coma farmacologico per circa quattro giorni e gli venne rimosso chirurgicamente il ginocchio destro, irrimediabilmente compromesso. Dopo sei settimane di ricovero e una quindicina di operazioni subite Zanardi potè lasciare l’ospedale per cominciare il processo di riabilitazione, nel quale ebbe un ruolo fondamentale Claudio Costa, medico del motomondiale.
Alex cominciò a partecipare a varie manifestazioni per atleti disabili e, parallelamente all’impegno automobilistico, intraprese una nuova carriera sportiva nel paraciclismo correndo in handbike nelle categorie H4 e successivamente H5. Dopo l’argento ai Mondiali del 2011 a Roskilde, in Danimarca, nella prova a cronometro, ecco la consacrazione nell’estate del 2012 ai Giochi paralimpici estivi di Londra: il 5 settembre conquistò l’oro nella gara contro il tempo svoltasi sul circuito di Brands Hatch. Nella stessa pista, il 7 settembre, ottenne il suo secondo titolo paralimpico, stavolta nella prova su strada. Il giorno si prese la sua terza medaglia, l’argento, nella staffetta a squadre mista H1-4. Al termine della Paralimpiade, venne scelto come portabandiera azzurro per la cerimonia di chiusura dei Giochi. Quattro anni dopo, a Rio de Janeiro, arrivarono altri due ori e un argento, senza dimenticare i 12 titoli iridati, gli ultimi due a Emmen nel 2019. Poi, il 19 giugno 2020, il terribile incidente lungo la statale 146 di Chianciano, a Pienza, uno scontro con un mezzo pesante mentre stava prendendo parte a una delle tappe della staffetta di “Obiettivo tricolore”, tour che vedeva tra i partecipanti atleti paralimpici in handbike, bici o carrozzina olimpica. Zanardi passerà un anno e mezzo fra ricoveri e cure prima di tornare a casa ma le sue condizioni di salute resteranno precarie fino all’epilogo che nessuno avrebbe voluto.– foto Ipa Agency –(ITALPRESS).