America Week – Episodio 77


NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Anthony Fauci, l’immunologo divenuto il volto della risposta americana al Covid e consigliere di presidenti democratici e repubblicani, può avere commesso errori, può avere cambiato indicazioni, pronunciato frasi infelici e mostrato vanità davanti a una fama improvvisa.
Ma quello andato in scena mercoledì al Senato non è stato un esame serio degli errori commessi durante il Covid. È stato un processo politico.
Per quasi tre ore, un medico di 85 anni, ora in pensione, che ha servito il governo federale per oltre mezzo secolo è stato insultato, deriso e trattato come un criminale.
Fauci ha invocato più di cento volte il Quinto Emendamento, rifiutandosi di rispondere ai senatori guidati dal libertario Rand Paul, che da anni conduce una personale crociata contro di lui e promette di mandarlo in prigione.
Per Paul il verdetto era già scritto. Cercava soltanto una contraddizione con cui aggirare la grazia preventiva concessa da Joe Biden.
Ma lo spettacolo offerto agli americani non cercava la verità.
Era la costruzione di un nemico del popolo.
Ed è proprio per questo che il processo a Fauci riguarda molto più di Fauci. Riguarda un’offensiva che oggi il trumpismo ha fatto propria contro l’America della conoscenza, della scienza, delle università, della cultura e soprattutto del servizio pubblico indipendente dalla politica.
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