Video News - di Redazione
Il 2026 non è il 2022, Nomura rilegge il rischio energia per le banche centrali
Mar 26, 2026
ROMA (ITALPRESS) – I mercati prezzano che entro dicembre 2026 BCE e Bank of England possano effettuare “circa tre rialzi” ciascuna, reagendo in modo simile allo shock energetico legato alla guerra con l’Iran. È la lettura dello Special Report – Global Markets Research di Nomura, che sottolinea però come il contesto sia diverso da quello del 2022: questa volta l’impatto è più “da prezzi” che da vera crisi di offerta e, sul gas, l’effetto finora risulta più contenuto rispetto alla crisi energetica europea seguita all’invasione dell’Ucraina. Il report evidenzia anche un diverso punto di partenza dell’inflazione: allora in Europa e nel Regno Unito era sopra il 5%, oggi è più bassa – 1,9% nell’area euro a febbraio 2026 e 3,2% nel in UK a gennaio 2026 – e la dinamica recente non mostra accelerazioni comparabili. Nello scenario di base, gli analisti indicano tassi fermi per BCE e Bank of England fino al quarto trimestre 2027. Ma, se il Brent restasse nell’area 95-100 dollari al barile fino alla riunione BCE di giugno, l’Eurotower potrebbe alzare di 25 punti base a giugno e poi ancora a settembre; la Banche centrale inglese, invece, resterebbe in pausa al 3,75% per la fragilità della crescita. Secondo Nomura, altre banche centrali europee – SNB, Riksbank e Norges Bank – avrebbero minori probabilità di muoversi, anche grazie a maggiori protezioni sui prezzi dell’energia per i consumatori e a un’inflazione di partenza più bassa.
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