Kazakistan, la scommessa sul futuro passa per un referendum

Di Lucia Rotta
ASTANA (KAZAKISTAN) (ITALPRESS) – Un Parlamento monocamerale, la nuova figura di un vicepresidente e un’attenzione particolare ai diritti umani sono solo alcuni degli elementi contenuti nella nuova bozza di Costituzione su cui i cittadini sono chiamati oggi a esprimersi in Kazakistan. Il referendum è stato fortemente voluto dal presidente della Repubblica kazaka, Kassym Jomart Tokayev, e vede come obiettivo un salto in avanti nel contesto delle democrazie mondiali. Il quesito è tanto semplice quanto ambizioso, ovvero se accettare o meno la nuova Costituzione preparata da un team di esperti e pubblicata il 12 febbraio. Il processo è stato rapido, con un annuncio iniziale da parte di Tokayev, lo scorso 8 settembre, di una riforma che doveva coinvolgere solo la trasformazione del Parlamento, attualmente bicamerale. Dopo la formazione di un gruppo di lavoro, a ottobre, è seguito un processo di revisione durato 6 mesi, in cui i cittadini hanno partecipato attivamente inviando migliaia di proposte di modifica attraverso le piattaforme digitali allestite appositamente dal governo. A gennaio è stata formata una commissione costituzionale composta dai rappresentanti di tutte le regioni e gruppi sociali. Alla fine, le proposte esaminate dalla commissione hanno riguardato 77 articoli, circa l’84 per cento dell’attuale Costituzione. Da qui è nata la decisione di procedere con un testo interamente nuovo, che incontrasse le esigenze di un mondo mutato, sia all’interno del Paese che nelle dinamiche geopolitiche esterne. I seggi aperti oggi sono oltre 10 mila in tutto il territorio nazionale e 62 all’estero. Andando a vedere più nel dettaglio il nuovo testo, che è stato presentato ai cittadini 5 settimane prima del voto, si intravede che la posta in gioco è innanzitutto quella di dare maggiore equilibrio al sistema politico, con l’introduzione della figura del vicepresidente e un rafforzamento del ruolo del Parlamento. La trasformazione di quest’ultimo in una struttura monocamerale vuole, in particolare, semplificare e accelerare il processo legislativo. Ma punti cruciali della proposta referendaria sono anche l’attenzione ai diritti umani, l’istruzione e l’innovazione, per accompagnare il Paese nel suo sviluppo. “Il nostro obiettivo è quello di rafforzare il potenziale socio-economico e internazionale del Kazakistan”, ha dichiarato il viceministro degli Esteri, Arman Issetov, in un briefing per la stampa internazionale. Per la prima volta, lo sviluppo della scienza e dell’innovazione viene definito come principio costituzionale, rivelando così una chiara vocazione verso il futuro per un Paese dall’innegabile posizione geostrategica e dal già noto potenziale nel settore delle materie prime. Costruire partnership e consolidare quelle già esistenti è un altro chiaro obiettivo di questa riforma. Una maggiore stabilità politica, infatti, riesce “ad attirare gli investitori”, ha osservato Ralph Winnie, vicepresidente dell’Eurasian Center di Washington, nel corso di una tavola rotonda organizzata dal think thank CFive di Astana. La nuova Costituzione, secondo Winnie, piace negli Usa anche per il messaggio di apertura e trasparenza che vuole inviare. La mossa è dunque probabilmente apprezzata dall’amministrazione americana, ha osservato Winnie, in un contesto che ha visto il Kazakistan chiamato anche a far parte del Board of Peace dal presidente americano Trump. L’attenzione per diritti umani è sicuramente apprezzata anche da Bruxelles e dai partner europei, con cui Astana vede già una cooperazione di lungo termine. Tutti fattori, dunque, che non potranno che contribuire ad accompagnare l’ascesa di un Paese che proprio quest’anno, con i suoi 306 miliardi di Pil, è entrato ufficialmente a fare parte delle 50 economie più grandi del pianeta.(ITALPRESS).
Foto: Lucia Rotta