ROMA (ITALPRESS) – Le imprese italiane, in 46 casi su 100, fanno fatica a coprire le posizioni lavorative ricercate. Parallelamente, si allarga il bacino dei giovani potenzialmente impiegabili. In gran parte si tratta di studenti che non hanno ancora concluso il percorso di studi ma, nell’area degli “inattivi”, in aumento del 4% su base annua, figurano anche molti giovani che per vari motivi non riescono ad accedere alle opportunità occupazionali. È quanto emerge dal secondo Report di CNEL e Unioncamere, in collaborazione con Istat, che analizza le dinamiche del mercato del lavoro. Per il secondo semestre 2025 le imprese italiane hanno programmato circa 2,6 milioni di entrate. Il dato segnala un lieve rallentamento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le micro e piccole imprese sono il bacino trainante della domanda di lavoro. L’attuale disallineamento tra domanda e offerta rischia di rallentare la piena operatività di settori trainanti per l’economia. Le maggiori difficoltà di reperimento dei profili professionali si concentrano nelle Costruzioni, nell’Industria metalmeccanica ed elettronica e nei Servizi informatici e telecomunicazioni. I tempi medi di reperimento si attestano a 4,5 mesi, con punte critiche che superano i 6 mesi per specifici comparti manifatturieri e per l’edilizia.
sat/azn