Nanoplastiche nel cibo, uno studio italiano apre nuovi scenari


ROMA (ITALPRESS) – Le microplastiche e le nanoplastiche non sono più solo un problema ambientale, ma una possibile minaccia anche per la salute umana. A lanciare l’allarme è uno studio dell’Università del Molise, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Health, una delle più autorevoli a livello internazionale. La ricerca è stata condotta dal Dipartimento agricoltura, ambiente e alimenti dell’Ateneo molisano ed è firmata dall’assegnista di ricerca Cristina Di Fiore e dal docente Pasquale Avino. Al centro dello studio, il destino delle nanoplastiche ingerite attraverso gli alimenti e la loro possibile capacità di essere assorbite dall’organismo. Secondo i risultati, le caratteristiche fisico-chimiche di queste particelle giocano un ruolo decisivo: dimensioni, forma e composizione influenzano infatti l’interazione con lo strato di muco e con l’epitelio intestinale, le prime barriere di difesa del nostro corpo. In alcuni casi, spiegano i ricercatori, le nanoplastiche potrebbero riuscire a superare queste barriere biologiche, aprendo interrogativi sugli effetti a lungo termine sulla salute. Lo studio mette inoltre in evidenza una criticità importante: le attuali metodologie di analisi non sono ancora sufficientemente standardizzate. Per questo, gli autori sottolineano la necessità di sviluppare strumenti più affidabili per valutare con precisione l’assorbimento e il comportamento delle nanoplastiche nel corpo umano. Una ricerca che apre nuove prospettive scientifiche e rafforza l’urgenza di approfondire un fenomeno sempre più presente nella nostra quotidianità.
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