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Madonie. È guerra sulla tassa di soggiorno, mentre i furbacchioni si spartiscono la torta dei finanziamenti

Il Consiglio comunale di Petralia Sottana ha deliberato l’applicazione della tassa di soggiorno, gli “agenti contabili” non ci stanno e promettono battaglia “fino all’ultimo sangue”.
Pare che sia stata una discussione a senso unico, anche se il sindaco non la pensa così, ovvero gli operatori del settore ricettivo (lo Stato li definiva sostituti di imposta, adesso agenti contabili) non sarebbero stati adeguatamente coinvolti fin dall’inizio della scelta politica, promossa dall’amministrazione comunale.

Decisione monarchica

In verità nemmeno il re Vittorio Emanuele III, il primo a introdurre in Italia la “tassa di scopo”, non chiese il “permesso” agli operatori del turismo e non lo vece nemmeno Mussolini che nel suo “ventennio” estese a tutte le località italiane di interesse turistico l’imposta di soggiorno.
Il 1° gennaio 1989 la decisione “monarchica” è stata abolita.
La tassa di soggiorno, reintrodotta con la riforma del federalismo fiscale, è un’imposta applicata a coloro che soggiornano nelle strutture ricettive e varia da Comune a Comune a seconda dei regolamenti definiti dai civici consessi.

Non per tutti

Non tutti i comuni la possono istituire, il comma 1 dell’articolo 4 del D.lgs. n°23 del 14 marzo 2011 definisce il perimetro di applicazione. “I comuni capoluogo di provincia, – si legge – le unioni dei comuni nonché i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte possono istituire con deliberazione del consiglio, una imposta di soggiorno”.

Il focus

Detto questo facciamo un focus sulle Terre alte madonite e sui comuni di cui disponiamo i dati elaborati dall’Osservatorio Turistico Regionale nel 2022 (il 2023 è ancora in elaborazione e l’Istat non autorizza la diffusione dei parziali).

Petralia Sottana

Nel Comune di Petralia Sottana insistono 16 strutture ricettive che hanno una disponibilità di 341 posti letto. I pernottamenti rilevati sono stati 7907 (6084 italiani e 1823 stranieri), su un totale di 4818 arrivi (4094 italiani e 724 stranieri). Sul calcolo dei posti letto ci sarebbe, dal 2022, di dedurre i 111 dell’Hotel Pomeri.
La media del “trascorre una notte” a Petralia Sottana è stata di 1,64. Rispetto al 2021 l’incremento sarebbe esponenziale (3522 pernottamenti e 2028 arrivi), il post pandemia ha influito positivamente.

Polizzi Generosa

Il Comune che segue Petralia è Polizzi Generosa con 17 strutture ricettive e 299 posti letto.
Secondo l’Osservatorio a Polizzi i letti sono stati occupati 5307 volte (3615 italiani e 1692 stranieri), con arrivi pari a 2765 (2123 italiani e 642 stranieri). Sembrerebbe che a Polizzi si dorma meglio per 1,92 volte.

Gangi e Soprana

Sempre nel 2022 il terzo posto in classifica tocca a Gangi, con 13 strutture ricettive e 163 posti letto.  4986 presenze (3563 italiani e 1423 stranieri), con 3289 arrivi (2417 italiani e 872 stranieri). I letti sarebbero stati occupati 1,51 volte.
Le 9 strutture ricettive di Petralia Soprana, che dispongono di 118 posti letto, invece hanno registrato 3825 presenze (2831 italiani e 994 stranieri).
Il paesaggio del borgo più alto delle Madonie è stato raggiunto da 2582 turisti (1978 italiani e 604 stranieri) che hanno dormito per 1,48 notti.

Geraci Siculo e saldi

Ovviamente, con 5 strutture ricettive che offrono 75 posti letto, Geraci Siculo chiude la classifica, tuttavia si difende bene.
L’Osservatorio ha registrato 1025 presenze (805 italiane e 220 straniere) con 618 avventori (479 italiani e 139 stranieri). 1,65 sono le notti trascorse nelle strutture ricettive geracesi.
Nel 2022 nel paesaggio alto madonita si sono “venduti” 23050 pernottamenti (16898 italiani e 6152 stranieri), a fronte di 14072 arrivi (11091 italiani e 2981 stranieri). In media i letti sono stati occupati 1,64 volte.

I “fratelli”

Il viaggio continua, con un tuffo sulla fascia costiera dove insiste una delle più importanti bocche di fuoco del turismo della Sicilia, Cefalù.
Da Campofelice di Roccella, passando per Lascari, Cefalù e Pollina il quadro che ci rilasciano dal civico 9 di Via Notarbartolo, che elabora numero forniti dall’ISTAT, è il seguente.
202 strutture ricettive con 10.849 posti letto, occupati per 1.189.471 di volte (526.274 italiani e 663.197 stranieri), con 279.668 arrivi (127.037 italiani e 15.2631 stranieri).

Scelta audace

Non vi è alcun dubbio che la scelta dell’amministrazione comunale di Petralia Sottana di applicare un euro di tassa di soggiorno, per ogni giorno di pernottamento – tra l’altro non condivisa con gli amministratori degli altri Comuni viciniori – è audace e poco redditizia, volendo considerare alcune esenzioni se pur facoltative (bambini, disabili, accompagnatori, autisti e guide turistiche, Forze Armate…).
Ci sarebbe da approfondire anche l’esiguo indice di occupazione delle camere, sia lungo la fascia costiera che sulle Terre alte madonite, tuttavia – al momento – il punto è un altro.

Scelte fallimentari

Perché tanto clamore per una scelta (a dir poco) politicamente sbagliata e non indignarsi per le politiche di sviluppo turistico attuate per questo paesaggio che si sono rivelate fallimentari su tutti i fronti?
Da oltre 5 lustri in questo paesaggio le risorse investite non hanno avuto ricadute rilevanti se non per pochissimi (tecnici, progettisti, fornitori di materiali e servizi finalizzati alla rendicontazione dei progetti).
Ne riportiamo solo due, in verità ce ne sarebbero molte altre.

Che fine hanno fatto le risorse

Che fine hanno fatto le risorse che la Regione Siciliana ha destinato al Consorzio Turistico Cefalù-Madonie-Himera?
Lo sperpero (impunito!) equivale a € 1.282.821,86! La So.Svi.Ma. Spa ha coordinato tutto l’iter, dal progetto all’esecuzione.
Come se non bastasse la carne continua ad essere affidata alle stesse “mosche”. La c.d. “unione dei comuni madonie” avrebbe previsto di affidare alla So.Svi.Ma. Spa ulteriori 408 mila euro per un non meglio definito progetto di “Rafforzamento della Destinazione Madonie tramite campagne social”.

Cefalù fuori dall’organizzazione

Nessuno si è indignato dell’uscita – con tanto di porta sbattuta in faccia – del Comune di Cefalù dal Consorzio Turistico. Ci sarà un motivo per cui una delle “bocche di fuoco” del turismo siciliano è scappata dall’organizzazione.
Eppoi, cosa che può accadere solo in un paesaggio che si avvale di una “regia” inadeguata, come si fa a non approfittare degli ospiti presenti nelle strutture ricettive che insistono tra Campofelice di Roccella e Pollina.

Nessuna azione

Per intenderci e a titolo di esempio, la notte del 13 agosto (domenica) nelle 202 strutture hanno dormito (almeno!) 10849 persone (italiani e stranieri in maggioranza). Per non parlare di coloro che non vengono registrati e che villeggiano lungo tutta la costa, centri abitati compresi.
Quali sono state le azioni di richiamo per attirare sulle alte Madonie almeno una piccola percentuale di turisti, permettendogli di fruire delle innumerevoli iniziative previste nei cartelloni estivi dei Comuni? Oltre che della ineguagliabile accoglienza?
Non è stata messa in campo nessuna azione (lo ammettano gli amministratori comunali, per onestà intellettuale) e mentre a Petralia si discute della tassa di soggiorno, in altre “stanze” di tratta su chi deve sedersi al tavolo della spartizione delle risorse messe in campo dalle Istituzioni sovra territoriali.

I furbacchioni e le vittime

Ecco, cari lettori è di questo che dobbiamo indignarci, della cronica incapacità della politica madonita che ci rende vittime e dei furbacchioni, sempre in agguato e pronti a rimpinguare le bisacce.